Consulenza finanziaria indipendente: cos'è e come è regolamentata
La consulenza finanziaria indipendente è opera di libero professionista che non ha il minimo conflitto di interesse, ha come compenso soltanto la parcella del proprio cliente.
Di cosa si tratta
La consulenza finanziaria indipendente non ha nulla a che fare con intermediari, banche o assicurazioni, i consigli che da il consulente vengono poi messi in pratica dal cliente nella sua banca di fiducia.
Il consulente non effettua vendita di prodotti ma fornisce soltanto consulenza per la gestione del patrimonio , mettendo a disposizione la sua professionalità per ricercare la soluzione più conveniente per investire il patrimonio.
Il consulente in questo modo cerca di riorganizzare il portafogli del cliente eliminando i costi inutili che gravano sul patrimonio.
Il consulente non ha mai accesso al patrimonio del cliente che rimane sempre depositato nella banca, inoltre non è pagato ne' dalle banche ne' dagli intermediari per i consigli che da e soprattutto non vende prodotti finanziari.
La consulenza finanziaria indipendente nasce in Italia quando il decreto Eurosim del 1996 e il Testo Unico della Finanza del 1998 hanno permesso la liberalizzazione della consulenza.
Quindi la consulenza è diventata un'attività libera e rientra nella categoria dei prestatori d'opera intellettuale.
L'esercizio di questa attività dovrebbe essere sottoposto all'iscirizione all'albo di categoria, che avrebbe dovuto prendere avvio alla fine del 2010.
Per iscriversi all'albo è richiesto: onorabilità, professionalità, polizza responsabilità civile professionale, esame.
Come si esercita la consulenza finanziaria indipendente sul mercato italiano
Le banche e gli intermediari bancari non fanno consulenza finanziaria ma vendono i prodotti finanziari della propria direzione centrale.
Quindi la loro "consulenza finanziaria" è un vero e proprio conflitto di interesse poichè vengono consigliati ai clienti prodotti che fanno guadagnare la banca o gli istituti di credito e non sempre tengono conto dell'interesse del cliente.
Coloro che vendono i prodotti finanziari all'interno delle banche si chiamano promotori finanziari, e appunto sono pagati dall'istituto di credito per il quale fanno da intermediari e ai quali sono legati da contratto.
I loro consigli non sono imparziali, loro consigliano prodotti che sono della banca che li remunera ovviamente e quindi l'interesse del cliente non è al primo posto, ma al primo posto c'è l'interesse della banca.
Quindi il consulente che ci offre la banca è vero che è gratuito, ma non è mai disinteressato, poichè essendo pagato dalla banca e spesso percependo percentuale sui prodotti che vende, non guarda agli interessi del cliente.
Il consulente finanziario indipendente anche se ha un costo, la sua parcella, alla fine cerca solo quello che è l'interesse del cliente e il suo maggior guadagno.
Infatti in questo caso al centro di tutto l'approccio della consulenza c'è l'investitore; il consulente da al suo cliente solo consigli basati sulle vere esigenze di quest'ultimo.
